La Grande Bellezza
Ho come l'impressione che questo film, in realtà, si sia fatto da solo, come se, ad un certo punto, si fosse trasformato in qualcos'altro da quello che era il progetto originario, pur finendo per dire, alla fine, tutto quello che l'autore voleva dire.
Anzi, che abbia finito così, per dire molto di più.
La bellezza è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti riescono a coglierla nella sua pienezza.
Poiché la bellezza vuole per specchio l'anima di chi guarda, che non sempre è disponibile.
La bellezza non è isolata, né statica.
È mescolata alla vita di tutti i giorni, ai suoi aspetti più insignificanti, alla vacuità dell'apparenza, anzi, è proprio nel vuoto-pieno dell'apparenza che essa si fa spazio e trionfa.
La bellezza riesce a venir fuori quando noi molliamo le redini, anzi, quando scendiamo dal cavallo e restiamo stupiti (e forse anche un po' stupidi) a guardare il cavallo correre per la prateria, finalmente libero.
Questo film non si fa domande, non cerca risposte, non esprime esplicitamente una morale. Eppure, vedendolo, si va a cercare la morale. Si finisce per farsi delle domande, si desiderano delle risposte ...
Ma la bellezza lascia porte aperte, penetra, sorride, fa silenzio nel fragore del nulla, a volte viene partorita proprio dalla sofferenza e nutrita dalla mancanza. Da quello che avrebbe potuto essere e non è stato.
Il disprezzo e forse anche lo sgomento che questo film suscita in alcuni è dovuto proprio a questo suo averci a che fare con l'inconscio, a questa sua mancanza di confini, alla presenza di aspetti ambivalenti e contraddittori della nostra esistenza, alla sua ineffabilità.
Per questo il film non è fatto per chi ha bisogno di confini netti, o perlomeno disturberà, in qualche modo, questi soggetti.
Quando l'ho visto per la prima volta, circa 5 mesi fa, mi ha subito letteralmente rapito ed ho cominciato ad avere vari contraddittori in famiglia e non.
Ma, io che ho a che fare con l'inconscio da mattina a sera, ne avevo subito percepito la grandezza.
E sono sicura che si tratta di un'opera che resterà grande nel tempo, anzi, accrescerà sicuramente il suo valore, col tempo.
Di certo l'autore ha amato profondamente questa sua creatura, al punto di averla lasciata libera di esprimersi da sola. Ed è così che è nato un capolavoro.
by © Grazia Longo
"Voglio che tu tremi, leggendomi, come tremo io, scrivendomi ..." Copyright©2011 Grazia Longo (Opere pubblicate ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni.La riproduzione, anche parziale, è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge. Qualsiasi opera dell’ingegno è tutelata da Licenza CC, con esclusione di riproduzione senza corretta attribuzione.) Buona lettura! Grazia Longo
sabato 8 marzo 2014
domenica 19 gennaio 2014
Frammento d'eterno by © Grazia Longo
C'è una parola
un urlo incagliato
in fondo all'arsa gola
una bestemmia c'affoga
nell'onda furibonda
c'adesso s'infrange
qui d'appresso
latrando rabbiosa
sul muro di cemento e rugginoso ferro
inutile baluardo
inerte e fermo
a contrastar inezie di pessima fattura
così uguali a
quel tuo muro grigio d'inutile peccato.
Frammento inedito
by © Grazia Longo
-tutti i diritti riservati-
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mercoledì 1 gennaio 2014
"Trasloco sogni" by © Grazia Longo
1 Gennaio 2014
Le tue dita
tra
i miei capelli.
I tuoi occhi
piantati
nei miei occhi.
Lame affilate.
Dentro l'anima.
Fiati intrecciati
nel silenzio.
Il Paradiso
al posto del cuore.
by © Grazia Longo
Aforisma 3 (derivato dall'aforisma 2)
Aforisma 3
(derivato dall'aforisma 2)
1 Gennaio 2014
La vita è reiterata separazione.
La morte è la mancanza d'un addio.
by © Grazia Longo
Aforisma secondo by © Grazia Longo
Aforisma 2
1 Gennaio 2014
La vita è comunque
separazione.
Il dolore è nella
mancanza d'un addio.
by © Grazia Longo
Pagina Bianca by Grazia Longo
1 gennaio 2014
La vita è nei passi che fai.
L'orma che lasci
è
un effetto collaterale.
by © Grazia Longo
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