mercoledì 6 maggio 2020

1 aprile 2020

L'orrore vero sarà 
dimenticare il dolore 
-rinnegarlo-
dopo la morte
senza una resurrezione,
in un'orgia d'eccessi
senza senso.
Solo per fare rumore.

Tornano 
milioni d'automi 
che annegano 
in un "noi" 
fittizio e stantio
sempre pronto nel cassetto
quando serve il branco
perché esser da soli
non conviene.

Imago d'altri tempi
senza occhi, 
senza orecchie,
senza odori,
a tratti, baluginano
dallo schermo acceso
sulla tenebra che acceca.
  
Parole vacue senza musica
a cancellare il silenzio 
assordante dell'anima.

Eppure ho visto 
tante anime 
lasciar il sarcofago 
della carne lacera
senza una mano 
da stringere
senza una lacrima 
da asciugare
senza una carezza, 
-un sorriso-
a lenir quel salto 
vertiginoso e osceno 
del non ritorno
del mai più.

L'ho visto 
quando non era vietato farlo,
ma avevano dimenticato
(o non l'hanno mai saputo?)
come si faceva.
L'ho fatto io 
-ch'ero in fondo alla lista-
al posto loro,
intenti a fare di conto.

Sarà troppo facile,
lo so,
per chi ci è avvezzo,
ricadere nel baccanale
della celebrazione del nulla
con maschere più dimesse, forse, ma ugualmente inerti
in una spasmodica rincorsa
per cancellare il vuoto 
di sopravvivere, ahimè,
a se stessi.
-Che è la vera morte-
1 Aprile 2020
In un letto vuoto
l'anima si rotola
tra le coperte malate
d'un inverno andato
e le lenzuola intrise
di ciò che non fu.
E mai più sarà.
Avvolta in una falsa 
prima-vera.
© Grazia Longo
#quarantena
#covid19

martedì 25 giugno 2019

Luce e ombra

Luce e ombra
-riflessi-

in smeriglio d'acqua
il cielo

sagoma
fatta di vento
che increspa
superficie d'onda

e il sole s'insinua
tra le parole
e il vuoto
d'un amore.

-Penombra-
tra la luce e la tenebra
in chiaroscuro d'anima

nell'effimero arcobaleno
del sublime

ponte
tra terra e cielo

e ai suoi piedi
lo spazio immenso
-sconvolgente-
del sogno

Copyright©2011 Grazia Longo

Arcobaleno d'anima


-Penombra-
tra la luce
e la tenebra

in chiaroscuro
d'anima

nell'effimero
arcobaleno
del sublime

ponte
tra terra e cielo

e ai suoi piedi
lo spazio immenso
-sconvolgente-
del sogno ...

Copyright©2011 Grazia Longo

INVISIBILE

Ho ucciso Dionisio
alla sua festa
avvelenando il vino

ho ferito a morte
Ermes
mentr'era in volo

ho spento Apollo
nel posacenere nero della notte

ho chiuso le mie mani
stretto i pugni
e i denti
fino a farmi male

ho ammazzato le Muse
strangolate ad una ad una
e fatte a pezzi

ebbene lo confesso
ho anche un po' goduto
assieme al pianto
e al sangue

e ho sorriso alla mia morte
indomita e indomabile
mi sono uccisa
senza un lamento
e spirando
ho distrutto
un alito d'eterno

solo fuoco e fiamme
e poi cenere spenta
senza strepiti
né fumi

sono morta
senza tomba
né funerali

solo il mio dolore
e un sorriso
assieme al mio pianto.
Invisibile.
by © Grazia Longo
25/06/2014

lunedì 13 maggio 2019

Quintessenza

"Luna ...
come fosse Sole ...
Passaggi, transiti
tra due mondi
e, forse, mille altri.
Ancora Caronte
a traghettarmi l'anima.
O le mille anime
che m'attraversano.
Oggi come ieri,
risacca che,
instancabile, s'infrange,
muore e rinasce,
ma, ogni volta,
è un po' diverso."
© Grazia Longo
Tutti i diritti riservati
by © Grazia Longo

Karma

Sono stata una ribelle

e non me ne pento.

Avevo da percorrere strade

che i miei avi non avevano

neppure immaginato.

Ma io,

non ero ancora nata,

e già le sognavo.

13 maggio 2015
by © Grazia Longo

domenica 12 maggio 2019

Come nessuna

Di te amai, come solo

una madre può amare,

quel bimbo ucciso in culla

dal mostro che ti abita.

T'amai fino a morirne.

Per te attraversai l'inferno

con l'anima tra i denti.

E lì trovai

la bimba che son stata,

accovacciata,

abbracciava le sue gambe

col capo chino e le ginocchia

genuflesse al petto.

Rinassi dal suo sguardo

dal basso in su

che mi travolse.

Aveva la forza prepotente

d'un tenero virgulto

che buca l'asfalto.

La forza della vita!

La luce sua mi avvolse,

m'inondò e travolse.

E gorgogliò la fonte oscura

d'incontaminate gocce

di lacrime e d'ambrosia.     

Adesso il mio sguardo

t'attraversa da parte a parte

ma io più non ti vedo.

Eppur t'amai,

come nessuna.

13 maggio 2018

© Grazia Longo