giovedì 28 febbraio 2019

mercoledì 20 febbraio 2019

Ritorni d'infanzia



Un piccolo mondo incantato
quasi una gabbia antica
quando l'altrove era soltanto 
un sogno di bambina.


Quanto piccoli sono ora 



i passi che lo misurano 

ché diventa difficile 



restarci dentro!



E quanto grande 



è la sua poesia



adesso che l'altrove mi abita 



ed è nelle mie mani 



l'infinito spazio dell'irraggiungibile



oramai raggiunto!"

giovedì 7 febbraio 2019

Mentre il sole muore

Quante emozioni
sfuggite alla penna
sono rimaste sepolte
in fondo all'anima ...

Quanti giorni pieni di sole
sono rimasti bui
per il seme che dorme
dentro al solco

Quanti occhi di bimbi
non si sono mai
aperti al mondo
perché nessuno
li ha voluti amare

Quante mani invano
attendono altre mani
e raccolgono vento
nella solitudine della tempesta

Quanti sogni non sognati
restano orfani nel cassetto
in fondo alla vita

Quanti sorrisi spenti
tra cumuli di parole
e vaghe illusioni d'avvenire!

Pozzanghere limacciose
che s'invaghiscono di cielo ...
Riflessi di luce nel fango bigio
mentre il sole muore
nelle pieghe dell'anima
lanciando inutili bagliori.

Copyright©2013 Grazia Longo

martedì 5 febbraio 2019

Sono mare, sono cielo


E' terra di nessuno, il mare.
E' mare di nessuno, il cielo.

"Sono mare, sono cielo."

by © Grazia Longo

Silenzi

Silenzi ... silenzi ...
che diventano rugiada
sui bocci d'avvenire.

Quanta vita c'è in un silenzio
che lacera l'anima?

Quanto silenzio c'è nelle parole che non pronunceremo!

Quanta preghiera c'è
in questa bestemmia
d'esser nudi, come vermi,
di fronte ad un destino
che non ci merita?

by © Grazia Longo

Vestita di bianco

Vestita di bianco
andavo incontro a te

Hai sigillato il mio dolore
in un silenzio.

Copyright©2011 Grazia Longo- inedita
Tutti i diritti riservati - All rights riserved

sabato 12 gennaio 2019

Calice vuoto


Silenzio, come un drappo
a celar ferite che neanche
la morte potrà guarire

Silenzio, come un bacio,
l'ultimo, e già lo sai
quando lo dai

Silenzio, intriso d'urla
in mute labbra

In pallido volto
l'ombra dei solchi
di perduti giorni
su spiagge senza ritorni

Mi resta il mare
tra le rive e un sogno
soffici riflessi in ferme acque
di terre da riporto
ove orme aliene si mescolano
e si confondono nell'ieri.

Mentre affastellati raggi,
come spighe mature
m'affollano le braccia,
bevo inganni notturni
tra stridii della pennuta amica
che canta la notte
senza interrompermi la voce.

Mi resta il gesto, in mano,
e un calice vuoto
nell'attesa estrema d'un volo.
© Grazia Longo
Gennaio 2014